Padiglione Reale

Sala Reale - Milano Centrale

La Stazione Centrale è uno scrigno di sorprese inaspettate, l’importante opera di restauro realizzata  da Grandi Stazioni Spa, di concerto con la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Milano, ha portato all’apertura del prestigioso Padiglione Reale.

Stazione Centrale

La mastodontica Stazione Centrale, che chiude sul fondo piazza Duca d’Aosta, fu ideata dall’architetto Ulisse Stacchini (al quale Milano deve anche la progettazione dello stadio Giuseppe Meazza), Seconda stazione italiana, dopo quella di Roma Termini, per  volume di traffico (transitano più di 150 milioni di viaggiatori all’anno), la sua costruzione venne avviata nel 1912, in sostituzione della vecchia stazione Centrale, che sorgeva nell’antistante piazza della Repubblica. Tra variazioni al progetto iniziale e problemi nella gestione di un cantiere tanto ampio, per l’inaugurazione si dovette attendere fino al maggio del 1931. La contraddistingue un’estrosa miscela di Liberty, eclettismo, stile littorio ed elementi déco che, a volte anche a scapito della funzionalità, produce ancora oggi una certa sorpresa. Costruita in marmo e pietra del Carso, sviluppa un fronte lungo 207 metri ed alto 36. I fregi, le decorazioni, gli altorilievi che interessano tutta la superficie di facciata, ne traducono l’architettura in una grande scultura continua, che è la veste di quella che, a suo tempo, è stata definita come una nuova cattedrale della nostra epoca.

Sala delle Armi - Milano Cenatrale

Padiglione Reale

La sua funzione era quella di sala d’attesa della famiglia Savoia e della loro corte, quando transitavano nella nostra città per affari o per raggiungere Villa Reale a Monza. Disegnato dall’architetto Ulisse Stacchini – lo stesso dello Stadio di San Siro – inaugurato nel 1931, il Padiglione otto anni fa è stato riaperto al pubblico grazie al restauro di Grandi Stazioni, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni architettonici di Milano, e la direzione tecnica di una delle nostre restauratrici più sensibili, Paola Villa. Anche se le moderne tecnologie avrebbero consentito di replicare l’ambiente in maniera esatta con materiali nuovi, si è preferito recuperare quelli originali, tutti pregiati, come il noce, l’onice, l’ebano il marmo verdello di Verona, senza contare le maioliche dipinte e svariati affreschi. Per il Padiglione dei Ricevimenti, più comunemente chiamato Padiglione Reale, l’architetto romano Ulisse Stacchini progettò un grande atrio, uno scalone decorato, un grande salone con soffitto a cassettoni e arredi in legni nobili che denunciavano un dècor importante, ma meno avventuroso rispetto a quello del resto dello scalo ferroviario e quindi più consono al prestigio e all’autorità del Regno. Il complesso, che ancora oggi si affaccia a metà della banchina del binario 21 e gode anche di un accesso diretto da piazza Duca d’Aosta, è articolato su due livelli: al piano terra si trova, tra l’altro, la sala delle Armi, mentre a quello superiore si estende un unico ambiente, la sala Reale. Numerosi sono i particolari originali che stimoleranno l’interesse dei turisti. Per esempio il motivo a croce uncinata che decora parte del parquet, pensato in prospettiva di una possibile visita di Hitler, oppure la via di fuga segreta nascosta dietro a uno specchio del bagno, progettata per far fuggire il re in caso di pericolo e mai utilizzata. Assolutamente da non perdere sono poi i dipinti allegorici di Basilio Cascella, che dominano i tre ingressi del Padiglione sul versante dei binari e rappresentano tre episodi della storia di casa Savoia. Una curiosità: furono eseguiti con piastrelle in maiolica dipinta invece che a mosaico a causa del limitatissimo tempo rimasto per le opere di finitura. Grazie alla particolarità e unicità della location, si presta ottimamente all’organizzazione di eventi, cene di gala, feste private, conferenze stampa, meeting, shooting fotografici.

Sala Reale - Milano Centrale