Dedicato a chi ha perso l’abitudine di fare yoga da solo, ma desidera riprenderla. Oppure a chi si sente bloccato o al contrario ha già una buona pratica e vorrebbe migliorarla. Questo manuale di Alison Leighton e Joe Taft non è una guida alle posizioni, ma un modo per esplorare lo yoga da una prospettiva personale. Perché la pratica domestica è profondamente diversa da quelle che s’imparano in un corso online o seguendo le istruzioni di un libro. Partendo dall’assunto che il corpo sa.
Ogni capitolo costituisce un livello nell’evoluzione della propria pratica domestica, a partire dal dono della presenza e dalla magia del respiro, il movimento da esso ispirato, la forza dell’intenzione e le energie coinvolte. Ḕ questo il ponte per trovare nuove forme e transizioni. Si passa poi al riscaldamento e alla costruzione delle sequenze, attraverso semplici istruzioni e disegni. Come se ogni asana fosse una preghiera.
Ma cos’è la pratica domestica? Ḕ quella che si svolge da soli in casa o in un altro spazio, senza la guida di un istruttore, creando un modo personale di interpretare ed eseguire gli asana. ‹‹Può includere la concentrazione sul respiro, un tipo di meditazione e/o una particolare esecuzione delle posizioni. Il punto fondamentale è che si tratta di una tua creazione ed esplorazione››.
Praticare in casa richiede tempo e spazio. Anche se si tratta soltanto di dieci o quindici minuti, è necessario poter stendere a terra un tappetino e utile disporre di una parete priva di mobili e di qualche accessorio per lo yoga, come un paio di mattoncini, una cintura e blocchi di schiuma. Si possono usare anche musica d’accompagnamento, candele e incenso. Semplice a dirsi, ma qualche avvertenza è sempre fondamentale: ‹‹Yoga e meditazione sono strettamente interconnessi, ma spesso le persone praticano senza essere consapevoli di ciò che stanno facendo. Quando ti disponi sul tappetino in casa tua, da dove cominci? Perché oggi hai deciso di praticare? Perché ne senti il bisogno, perché ti piace o per qualche altro motivo? Farsi queste domande e fornire le risposte, quali che siano, è un buon modo per esercitare la consapevolezza e aiuta a creare presenza nella pratica››.
Qui entra in gioco il tema cardine della consapevolezza, forse tra i più delicati e difficili da focalizzare e mantenere. Come si fa, per esempio, a essere pienamente consapevoli quando la mente è piena di pensieri e tende a divagare? ‹‹Essere presenti è la capacità di osservare e mantenere un alto livello di consapevolezza. Vuol dire vivere il momento, con tutte le sensazioni che comporta. Nel contesto di una pratica yoga, probabilmente ti senti completamente nel tuo corpo e ben radicato, e avverti un legame più forte tra corpo e mente. È qui che la mente informa il corpo, e il corpo la mente››. Praticando da casa si può, lasciandosi alle spalle gli ostacoli quotidiani, ascoltando i messaggi del corpo, sentendosi qui e ora. ‹‹Essere nel momento non ti deluderà mai. Prova ora. Inspira, calma il corpo e la mente, espira e sorridi››.
Il respiro, la nostra ancora. Nello yoga il fine generale è sviluppare un respiro dolce, regolare, espansivo, percepibile. Quando si pratica concentrandosi sul respiro si coltiva un senso di libertà. La chiave è mantenere il respiro in movimento e sviluppare con esso una profonda connessione. Con in mente questo obiettivo, è importante lasciare che sia il respiro a guidarci. ‹‹Il respiro è anche un barometro interno del tuo stato d’animo. Per esempio, può essere superficiale e rapido quando sei ansioso, lento quando sei emotivamente equilibrato. Riconoscere la sua qualità aiuta a comprendere il corpo e il suo modo di sentire. Spesso proviamo emozioni prima ancora che la mente le registri. Se necessario, è possibile usare il respiro per modificarle››.
Praticare lo yoga da soli, senza la guida di un istruttore, consente quindi non solo di creare un modo personale di interpretare ed eseguire gli asana, ma anche di trarre dall’esperienza ispirazione per la vita, una scintilla di luce, dal primo respiro all’ultima posizione. ‹‹Quando ti disponi in Savasana alla fine di una seduta, ti capita mai di avere una rivelazione? Hai mai capito improvvisamente il significato di qualcosa o avuto un’idea straordinaria senza alcuno sforzo da parte tua? Nella posizione del cadavere, mentre ti trovi in uno stato tra veglia e riposo, sei estremamente vivo. È un momento di inazione completa, in cui l’inconscio diventa conscio e si manifestano perle di saggezza››. Con lo yoga a casa si può.
Alison Leighton e Joe Taft
Edizioni Mediterranee, pp. 128 €15
